Mi sono sforzato a lungo per scrivere due parole sugli ultimi avvenimenti; perché vorrei davvero esprimere il mio parere. Aggiungere qualcosa a quanto ho già detto.
Ammetto però che mi viene molto difficile.
L'operato del nostro attuale governo è ineffabile. Inesprimibile.
Dovremmo parlare ore e ore di collusione tra polizia e neofascisti; di mistificazione della realtà; del tentativo operato dallo Stato italiano di trasformare dei servizi in fantomatici strumenti di indotto; del taglio deliberato al settore della ricerca; della precarizzazione sistematica; dell'espatrio forzato di menti brillanti.
L'Italia è un paese stantio; un polo d'attrazione al contrario.
Ma è tutta colpa della sinistra. I facinorosi.
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giovedì 30 ottobre 2008
giovedì 23 ottobre 2008
Il silenzio dei deficienti.....
Meglio il silenzio, talvolta. Meglio mille silenzi della conferenza stampa di ieri di Silvio Berlusconi. E meglio anche il silenzio mediatico, lo stesso paventato da me più volte nei precedenti interventi, piuttosto che un'informazione falsata, goffa, serva, supina, indifferente, perversa, fradicia. Lo stato del giornalismo nostrano è corrotto al punto da spingermi a guardare “La Talpa” in sostituzione di un qualsiasi TG.
L'opinione pubblica è quotidianamente veicolata verso la contrarietà, verso il biasimo nei confronti del mondo accademico; e non ce ne sarebbe neanche bisogno. Gli studenti sono facinorosi fannulloni, senza voglia di studiare; i professori, dei privilegiati che stanno più in vacanza che in aula; i precari – ricercatori, docenti non strutturati, dottorandi, assegnisti di ricerca -, dei mentecatti giustamente sottopagati. E questo è ciò che i media trasmettono, la verità che vogliono costruire.
La realtà è un po' diversa. La realtà è un'istituzione che ha bisogno di fondi, finanziamenti, volontà migliorative; una realtà in cui professori e studenti sono costretti a fare lezione in aule che non sono aule, in corsi spesso mutuati, e dunque affollatissimi e non rispettosi dei diversi piani di studio. Una realtà in cui i docenti risparmiano sulle fotocopie. Una realtà in cui gli aumenti di stipendio sono messi a carico delle singole università. Una realtà dominata e tenuta in piedi da ricercatori che per contratto non sono obbligati a svolgere attività didattica; eppure la svolgono, per volontariato o per spirito di iniziativa. Una realtà in cui interi corsi, spesso fondamentali e propedeutici, sono tenuti da giovani precari, pagati 2000 mila euro per l'intero corso e motivati solo dalla propria passione e dalla propria voglia di far bene.
Ma le cifre che emergono sono altre. Le università italiane non rientrano tra le prime del mondo, ci sono milioni di facoltà con meno di quindici iscritti, c'è spreco di risorse.
Le cifre vere, quelle restano in fondo al pozzo, nell'oblio di piccoli blog come il nostro; relegate all'informazione da dilettanti, da farsa, ai paria della comunicazione. Le cifre vere sono quelle di un distacco progressivo e inqualificabile dell'apporto dello Stato alle casse accademiche. Le cifre sono davvero rilevanti quando manifestano una tendenza, un interesse, un movimento ideologico. E il movimento ideologico del nostro attuale governo si chiama attacco alla pubblicità dell'istruzione; al diritto alla formazione personale; al diritto alla qualità per chiunque.
I propositi squadristi di Berlusconi sono solo l'ideale prosecuzione di una logica che sta permeando il suo intero operato: l'annientamento della coscienza critica dei propri cittadini, già divenuti sudditi da un po'; accade lo stesso nelle dittature. Non c'è errore più grande di sottovalutare il problema: paventando la minaccia di pseudo totalitarismi rossi, i nostri amministratori hanno innescato una macchina perfettamente oliata, costruita sulla quiescenza e sulla dabbenaggine popolare. La crociata contro i giovani e contro la cultura è il risultato di un modus operandi ben preciso, che solo gli ingenui possono definire miope. E' una precisa scelta politico-ideologica che trova i suoi capisaldi nella concatenazione causale produci-consuma-crepa.
E ci sono vari modi di crepare. In senso fisico, magari sotto le manganellate di qualche burattino ligio al dovere; e in senso morale. Da entrambe non si torna più indietro.
L'opinione pubblica è quotidianamente veicolata verso la contrarietà, verso il biasimo nei confronti del mondo accademico; e non ce ne sarebbe neanche bisogno. Gli studenti sono facinorosi fannulloni, senza voglia di studiare; i professori, dei privilegiati che stanno più in vacanza che in aula; i precari – ricercatori, docenti non strutturati, dottorandi, assegnisti di ricerca -, dei mentecatti giustamente sottopagati. E questo è ciò che i media trasmettono, la verità che vogliono costruire.
La realtà è un po' diversa. La realtà è un'istituzione che ha bisogno di fondi, finanziamenti, volontà migliorative; una realtà in cui professori e studenti sono costretti a fare lezione in aule che non sono aule, in corsi spesso mutuati, e dunque affollatissimi e non rispettosi dei diversi piani di studio. Una realtà in cui i docenti risparmiano sulle fotocopie. Una realtà in cui gli aumenti di stipendio sono messi a carico delle singole università. Una realtà dominata e tenuta in piedi da ricercatori che per contratto non sono obbligati a svolgere attività didattica; eppure la svolgono, per volontariato o per spirito di iniziativa. Una realtà in cui interi corsi, spesso fondamentali e propedeutici, sono tenuti da giovani precari, pagati 2000 mila euro per l'intero corso e motivati solo dalla propria passione e dalla propria voglia di far bene.
Ma le cifre che emergono sono altre. Le università italiane non rientrano tra le prime del mondo, ci sono milioni di facoltà con meno di quindici iscritti, c'è spreco di risorse.
Le cifre vere, quelle restano in fondo al pozzo, nell'oblio di piccoli blog come il nostro; relegate all'informazione da dilettanti, da farsa, ai paria della comunicazione. Le cifre vere sono quelle di un distacco progressivo e inqualificabile dell'apporto dello Stato alle casse accademiche. Le cifre sono davvero rilevanti quando manifestano una tendenza, un interesse, un movimento ideologico. E il movimento ideologico del nostro attuale governo si chiama attacco alla pubblicità dell'istruzione; al diritto alla formazione personale; al diritto alla qualità per chiunque.
I propositi squadristi di Berlusconi sono solo l'ideale prosecuzione di una logica che sta permeando il suo intero operato: l'annientamento della coscienza critica dei propri cittadini, già divenuti sudditi da un po'; accade lo stesso nelle dittature. Non c'è errore più grande di sottovalutare il problema: paventando la minaccia di pseudo totalitarismi rossi, i nostri amministratori hanno innescato una macchina perfettamente oliata, costruita sulla quiescenza e sulla dabbenaggine popolare. La crociata contro i giovani e contro la cultura è il risultato di un modus operandi ben preciso, che solo gli ingenui possono definire miope. E' una precisa scelta politico-ideologica che trova i suoi capisaldi nella concatenazione causale produci-consuma-crepa.
E ci sono vari modi di crepare. In senso fisico, magari sotto le manganellate di qualche burattino ligio al dovere; e in senso morale. Da entrambe non si torna più indietro.
io protesto!
Ieri il Presidente del Consiglio ha minacciato di mandare nelle scuole la polizia,perchè "bisogna garantire il diritto allo studio di chi vuol studiare"...
Il diritto allo studio è solo una scusa,il nostro premier sa benissimo (o forse vista l'età non sa,non ricorda come si svolgono le occupazioni) che le lezioni,per chi è contrario alla protesta,sono garantite.Vada a farsi un giro per le scuole,non mi invento nulla.
E allora perchè quella minaccia?Perchè dobbiamo diventare tutti robot piegati alla volontà del governo,non ci deve essere dissenso,il governo cari amici lavora per noi,nel nostro interesse.
Non abbiamo più niente...non abbiamo un lavoro...non abbiamo soldi...non abbiamo un futuro...ci tolgono anche il diritto di protestare,di dire la nostra.
Infine,ieri il premier ha aggiunto due cose interessanti:
a)la protesta sarebbe figlia dei partiti della sinistra che fanno opposizione poco costruttiva.NO!questa protesta non è figlia di partiti,ma degli studenti,dei professori,dei presidi,dei bidelli..insomma è figlia della scuola che vuoi uccidere,caro silvio.e ti diro di più,non è nemmeno figlia della sinistra,protestano persone di destra...
b)colpevoli di questa situazione sarebbero anche i media,perchè fanno disinformazione
CARO SILVIO,HAI PROPRIO UN BEL CORAGGIO...
Il diritto allo studio è solo una scusa,il nostro premier sa benissimo (o forse vista l'età non sa,non ricorda come si svolgono le occupazioni) che le lezioni,per chi è contrario alla protesta,sono garantite.Vada a farsi un giro per le scuole,non mi invento nulla.
E allora perchè quella minaccia?Perchè dobbiamo diventare tutti robot piegati alla volontà del governo,non ci deve essere dissenso,il governo cari amici lavora per noi,nel nostro interesse.
Non abbiamo più niente...non abbiamo un lavoro...non abbiamo soldi...non abbiamo un futuro...ci tolgono anche il diritto di protestare,di dire la nostra.
Infine,ieri il premier ha aggiunto due cose interessanti:
a)la protesta sarebbe figlia dei partiti della sinistra che fanno opposizione poco costruttiva.NO!questa protesta non è figlia di partiti,ma degli studenti,dei professori,dei presidi,dei bidelli..insomma è figlia della scuola che vuoi uccidere,caro silvio.e ti diro di più,non è nemmeno figlia della sinistra,protestano persone di destra...
b)colpevoli di questa situazione sarebbero anche i media,perchè fanno disinformazione
CARO SILVIO,HAI PROPRIO UN BEL CORAGGIO...
sabato 18 ottobre 2008
Università in crisi:news da Genova
Riporto in questo post alcuni dati tratti da un documento elaborato dalla Facoltà di Lingue dell'Ateneo genovese,documento da poco inviatomi dal Preside della Facoltà di Giurisprudenza Paolo Comanducci.
Tale documento rileva alcuni possibili effetti della legge del 6 agosto 2008 n°133.
190 milioni di € per il 2010
316 milioni di € per il 2011
417 milioni di € per il 2012
455 milioni di € per il 2013
per un totale di quasi 1500 milioni di € in 5 anni
Se facciamo un confronto con altri paesi avanzati (dati ocse) osserveremo questi dati:
Spesa annuale per studente (i valori sono espressi in dollari):Usa 24.370,Inghilterra 13.506,Germania 12.446,Francia 10.995,Media Ocse 11.512,Italia 8.026.
Spesa pubblica annuale per studente (i valori sono espressi in dollari):Usa 8.400, Inghilterra 9.400,Germania 10.200,Francia 9.300,Media Ocse 8.400,Italia 5.400.
Tra le principali conseguenze di questi tagli ci saranno:riduzione dei servizi,deterioramento delle strutture,peggioramente delle condizioni e della qualità didattica e la riduzione dell'attività di ricerca.
1 su 5 per il 2010 e per il 2011
1 su 2 per per il 2012
(1 su 5 nelle università per il periodo 2009-2011)
Questa è la media di alunni per docente in alcuni paesi avanzati (dati Ocse):Usa 15.1,Germania 12.4,Francia 17,Inghilterra 16.4,Media Ocse 15.3,Italia 20.4.
Tra le principali conseguenze di questi proveddimenti ci saranno:riduzione del personale tecnico amministrativo addetto al servizio degli studenti,invecchiamente del corpo docente,riduzione delle aspettative dei dottori di ricerca di entrare all'università come ricercatori,maggior impegno di docenti e ricercatori nella didattica a scapito della ricerca e aumento dello squilibrio nel rapporto numerico studenti/docenti.
E per nessun commento su altri due gravi fatti:la possibilità di trasformare le università in fondazioni private e sospesione delle scuole di specializzazione (ssis) per formare gli insegnanti delle scuole superiori di entrambi i gradi.
Tale documento rileva alcuni possibili effetti della legge del 6 agosto 2008 n°133.
- Taglio dei finanziamenti pubblici alle università:
190 milioni di € per il 2010
316 milioni di € per il 2011
417 milioni di € per il 2012
455 milioni di € per il 2013
per un totale di quasi 1500 milioni di € in 5 anni
Se facciamo un confronto con altri paesi avanzati (dati ocse) osserveremo questi dati:
Spesa annuale per studente (i valori sono espressi in dollari):Usa 24.370,Inghilterra 13.506,Germania 12.446,Francia 10.995,Media Ocse 11.512,Italia 8.026.
Spesa pubblica annuale per studente (i valori sono espressi in dollari):Usa 8.400, Inghilterra 9.400,Germania 10.200,Francia 9.300,Media Ocse 8.400,Italia 5.400.
Tra le principali conseguenze di questi tagli ci saranno:riduzione dei servizi,deterioramento delle strutture,peggioramente delle condizioni e della qualità didattica e la riduzione dell'attività di ricerca.
- Riduzione del turn-over del personale
1 su 5 per il 2010 e per il 2011
1 su 2 per per il 2012
(1 su 5 nelle università per il periodo 2009-2011)
Questa è la media di alunni per docente in alcuni paesi avanzati (dati Ocse):Usa 15.1,Germania 12.4,Francia 17,Inghilterra 16.4,Media Ocse 15.3,Italia 20.4.
Tra le principali conseguenze di questi proveddimenti ci saranno:riduzione del personale tecnico amministrativo addetto al servizio degli studenti,invecchiamente del corpo docente,riduzione delle aspettative dei dottori di ricerca di entrare all'università come ricercatori,maggior impegno di docenti e ricercatori nella didattica a scapito della ricerca e aumento dello squilibrio nel rapporto numerico studenti/docenti.
E per nessun commento su altri due gravi fatti:la possibilità di trasformare le università in fondazioni private e sospesione delle scuole di specializzazione (ssis) per formare gli insegnanti delle scuole superiori di entrambi i gradi.
giovedì 16 ottobre 2008
La rivolta pisana capitolo 2
Discorso d'introduzione del rettore Marco Pasquali durante l'assemblea d'Ateneo da lui convocata.
Intervento di Calabrò, ricercatore della facoltà di Scienze Politiche
Occupazione sala stampa rettorato
Assemblea in Piazza dei Cavalieri, dell'8 ottobre 2008; originariamente prevista nell'aula del Polo Carmignani, successivamente spostata in piazza per ovvi motivi logistici.....
Chi si cinge di lauro la fronte e si dichiara giornalista non può continuare a ignorare tutto questo!
mercoledì 15 ottobre 2008
La rivolta pisana capitolo 1
Meglio tardi che mai, si suole dire. E aprire il sito di Repubblica e trovare in prima posizione la notizia della protesta studentesca è una soddisfazione in questo senso. Da più di due settimane gli studenti pisani sono in agitazione; diverse facoltà stanno vivendo la sospensione della didattica; le assemblee e le manifestazioni di protesta si ripetono, una dopo l'altra.
Ma il silenzio mediatico aveva lasciato tutto nel non essere. Una quiescenza allarmante, di fronte a provvedimenti che assomigliano molto a un colpo di mano inusitato; una dimostrazione di autorità da parte del governo che rievoca tanto alcuni governi latini, più vicini a noi di quanto si pensi. Si tratta di tagli abissali per l'istruzione pubblica, turnover bloccato al 20%, possibilità per gli atenei di avvalersi di apporti finanziari provenienti da fondazioni private. Ma tutto viene passato sotto silenzio: si parla di maestro unico, di grembiulino, celando dietro le finte preoccupazioni del senso comune, la rovinosa politica governativa che porterà nel giro di poco tempo alla soppressione di molti atenei, all'impossibilità pressoché totale di fare carriera universitaria, alla svalutazione di quanto di culturale è rimasto nel nostro paese, per rincorrere un sistema fallimentare com'è quello americano.
Le proposte migliorative nei confronti dell'istruzione pubblica sono ben accette; ma non possono prescindere da una discussione seria e coscienziosa e soprattutto da una volontà che non rivolga se stessa all'eliminazione indiscriminata ma alla risoluzione delle porzioni problematiche. Gli sprechi vanno eliminati, laddove ancora sussistono; l'intero ordinamento andrebbe rivisto; il sistema dei crediti, sistema che attribuisce alla cultura un falso valore quantitativo, andrebbe modificato nel profondo.
Certo da un governo che annovera tra le sue fila nomi del calibro di Calderoli, La Russa, Bocchino (un nome che meriterebbero di più altri ministri....), Schifani, Borghezio non ci si può aspettare niente di buono.
Ma il silenzio mediatico aveva lasciato tutto nel non essere. Una quiescenza allarmante, di fronte a provvedimenti che assomigliano molto a un colpo di mano inusitato; una dimostrazione di autorità da parte del governo che rievoca tanto alcuni governi latini, più vicini a noi di quanto si pensi. Si tratta di tagli abissali per l'istruzione pubblica, turnover bloccato al 20%, possibilità per gli atenei di avvalersi di apporti finanziari provenienti da fondazioni private. Ma tutto viene passato sotto silenzio: si parla di maestro unico, di grembiulino, celando dietro le finte preoccupazioni del senso comune, la rovinosa politica governativa che porterà nel giro di poco tempo alla soppressione di molti atenei, all'impossibilità pressoché totale di fare carriera universitaria, alla svalutazione di quanto di culturale è rimasto nel nostro paese, per rincorrere un sistema fallimentare com'è quello americano.
Le proposte migliorative nei confronti dell'istruzione pubblica sono ben accette; ma non possono prescindere da una discussione seria e coscienziosa e soprattutto da una volontà che non rivolga se stessa all'eliminazione indiscriminata ma alla risoluzione delle porzioni problematiche. Gli sprechi vanno eliminati, laddove ancora sussistono; l'intero ordinamento andrebbe rivisto; il sistema dei crediti, sistema che attribuisce alla cultura un falso valore quantitativo, andrebbe modificato nel profondo.
Certo da un governo che annovera tra le sue fila nomi del calibro di Calderoli, La Russa, Bocchino (un nome che meriterebbero di più altri ministri....), Schifani, Borghezio non ci si può aspettare niente di buono.
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